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  • Incontro

Eccezione alla regola

Duilio Gregorini arriva in Zanotta nel ‘68, dopo esperienze importanti nel marketing e nella pubblicità in Usa e in Italia. Il suo contributo, i racconti, le intuizioni.

D. Qual è stata secondo lei la mossa vincente di Aurelio Zanotta nel campo dell’abitare?
R. Più che una mossa è stato vincente il temperamento: un uomo con curiosità e passione, che diceva: «…bisogna andare al cuore dell’oggetto, scarnificarlo, renderlo pulito e logico: in questo modo se ne esaltano le caratteristiche effettive e se il modello è corretto, si consolida nel tempo». Vincente anche l’intuizione di attrezzare la casa non con mobili-sistemi o troppi “coordinati”, bensì con oggetti individuali dotati di una loro identità formale. Una specie di deregulation della casa.
D. Dopo Aurelio Zanotta l’azienda è passata alle figlie. Ci parli del confronto con loro.
R. Per un favorevole gioco del destino le grandi qualità creative, progettuali e commerciali di Aurelio si sono riprodotte nelle figlie. Eleonora (in azienda dall’85) gestisce l’ufficio tecnico e dialoga coi designers con rigore e precisione quasi maniacale, affiancata da Francesca (entrata nel ‘98), creativa ed eclettica nell’ideazione e progettazione dei nuovi prodotti. È così garantita la continuità dell’impresa, che mantiene un impianto familiare senza essere assorbita e destabilizzata in qualche gruppo finanziario (come è avvenuto ultimamente per diverse aziende del settore).
D. La distribuzione del mobile è uno degli step decisivi nella complessa realtà di un’industria di design. Come reputa, da conoscitore di questo mondo produttivo e commerciale, che possano evolversi la proposta e la vendita di arredamenti moderni?
R. Il mercato della distribuzione è diviso in tre fasce: bassa/media/alta. In futuro la fascia bassa andrà sempre più verso fenomeni di grande distribuzione, mentre la media si sta assottigliando e il mercato di fascia alta si allarga. Credo che la distribuzione del futuro sarà sempre più collegata a un progetto e avremo sempre maggiori possibilità di affiancarci a rivenditori con un bagaglio culturale e professionale adeguato. Dove soprattutto, al di là della capacità di vendita, sarà garantita una conoscenza approfondita del settore. Per quanto riguarda i territori: il mercato Europeo (Svizzera inclusa) rimarrà il più importante, seguito da Usa, Giappone, Medio Oriente, Australia e Sud America. 4 i Paesi emergenti che diventeranno importanti nel prossimo futuro: quelli dell’acronimo B.R.I.C. Brasile, Russia, India e Cina. Quella del Brasile è una realtà consolidata e in continua crescita. Per la Russia, pure già mercato importante da una decina d’anni, aumenterà il potenziale (come in altri paesi dell’ex Unione Sovietica). Il mercato indiano, ancora tutto da costruire, avrà una notevole espansione. Il cinese diventerà uno dei più importanti del prossimo ventennio.
D. In che tipo di casa abita e quale spazio hanno nel suo stile di vita gli elementi del design?
R. È una casa milanese primi ‘900. L’interno non ha “mobili-sistemi”, né pezzi d’antiquariato, ma mobili-oggetto contemporanei dagli anni ‘60 a oggi. Ogni oggetto ha una sua dignità formale, gradevole e funzionale, con una piccola storia dentro: un tavolo Quaderna di Superstudio, una Sella e un Servomuto di Castiglioni, un Calamobio di Mendini, un Cantone di Sottsass, prototipi di Munari e Dalisi, lo sgabello di Alvar Aalto, lampade di Flos e Artemide, pavimento in ceramica bianca come le pareti e tanti quadri di artisti contemporanei. Una casa gioiosa, con un buon mix tra arte e design, dove ci si trova subito a proprio agio. Gli oggetti d’arredamento rivelano lo stile di vita della persona, molto più del suo guardaroba.
D. In oltre quarant’anni di esperienza con Zanotta quali i ricordi più significativi?
R. Da questa straordinaria avventura vissuta “full immersion” nel design affiorano decine, centinaia di ricordi. Il più forte è legato al punto più debole del nostro settore: il fenomeno delle copie. Aurelio Zanotta, poco prima di morire (1991), mi disse: «…Gregorini, non incavolarti quando viaggiando per il mondo vedi in giro tante copie di modelli nostri. Dovrai preoccuparti il giorno che non ne vedrai più. Allora sarà meglio cambiare mestiere!» Bene, …faccio ancora lo stesso mestiere.