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  • Incontro

Eleonora e Francesca Zanotta

Confronto a due voci con l’art direction dell’azienda su dove va il design come espressione del saper fare italiano e come s’intreccia con le istanze culturali e l’innovazione. Con uno sguardo sulle nuove collezioni in casa Zanotta.

D. Il design è, con la moda, il cibo e la creatività culturale un’espressione fondamentale del made in Italy. Come sta cambiando il modo di comunicare questi valori?Eleonora. Il mondo del made in Italy è fatto di qualità ed è quello che in Zanotta sappiamo fare meglio: bisogna saperlo raccontare e rimarcare. La comunicazione a tutti i livelli è diventata fondamentale. Attualmente, il nostro sforzo si sta concentrando verso i clienti rivenditori, sia attraverso visite in sede programmate, sia attraverso strumenti cartacei o video mirati a trasmettere la qualità e la cultura che sono per tradizione espressione dei nostri prodotti.
D. Qual è la strategia di Zanotta?
Eleonora. Credo che la grande intuizione di mio padre Aurelio, fondatore dell’azienda, resti ancora oggi molto valida: è solo attraverso una continua innovazione dei prodotti che è possibile far crescere l’azienda, lo slogan “produrre profitto e cultura contemporaneamente” comunicato per la prima volta alla conferenza di Aspen, Colorado, nel 1989 è più che mai attuale. E per innovare, poniamo sempre più l’attenzione sulla qualità della vita a partire dalla questione ecologica, per arrivare a tutto ciò che influisce oggi sulle variazioni del concetto di “ambiente”: dallo studio dei nuovi comportamenti sociali alle differenti inclinazioni degli individui, per arrivare a offrire prodotti che siano sempre più personalizzati.
D. Dai giovani designer degli anni ’50 e ’60, che Zanotta ha contribuito a valorizzare per i contenuti innovativi e rivoluzionari del loro lavoro, a quelli di oggi che differenze riscontra? Ci sono ancora istanze inedite e audaci da cogliere?
Eleonora. Il particolare periodo storico degli anni a ridosso di una guerra devastante aveva come obiettivo imperante la ricostruzione generale di un mondo nuovo e migliore. Avendo in sé tutti i presupposti per contraddistinguersi come momento effervescente e ricco di speranze ed ottimismo, si è rivelato terreno fertile per una creatività che nel design ha avuto esiti tra i più rivoluzionari e innovativi. Tanto è stato fatto e sperimentato nei 50 anni che sono passati da allora. L’audacia e l’esuberanza di quel periodo si sono inevitabilmente affievoliti.?Oggi vedo che l’attenzione dei designer più che alla sperimentazione si è rivolta alla concretezza e così i prodotti più che “audaci e rivoluzionari” si presentano “corretti e ben progettati”. Abbiamo comunque e sempre le antenne ben alzate a cogliere le istanze inedite che si presentano e soprattutto non ci dimentichiamo le qualità poetiche ed emozionali che un prodotto “ben fatto” deve avere.
D.Quali sono le tendenze in fatto di décor, colore e forma nel settore dell’arredamento?
Francesca. La tendenza nel settore dell’arredo, analizzando materiali e finiture, è quella di usare colori fumè come il cromo nero o verniciature grigio scuro profonde, legni ricchi venati che esprimono forza, marmi altrettanto materici e ricercati. Il colore sta tornando timidamente all’orizzonte dopo anni di grigiume e incertezza, forse dettati dal clima non felice della lunga crisi. Per quanto riguarda le forme, regna l’eclettismo senza una vera corrente stilistica emergente.
D.Con quali modalità ed esperienze e in quali luoghi una figura come la sua riesce a intercettarle?
Fracesca. Il segreto è avere molta sensibilità e una continua curiosità come atteggiamento nel vivere quotidiano. Frequentare mostre e viaggiare in luoghi interessanti che possano ispirare nuove idee e aiutare a captare tendenze stilistiche “sommerse”.
D.Quali sono i mood stilistici che intende adottare Zanotta nelle sue prossime collezioni?
Francesca. Zanotta presenterà per il 2013 una collezione materica ricca e metropolitana. Introdurrà, per esempio, il cemento nella realizzazione di un tavolo, grazie a un particolare procedimento di trasmigrazione del materiale da costruzione per eccellenza, con il suo aspetto grezzo, al settore dell’arredo. Altra novità è rappresentata da un tavolino dove la tecnica di resinatura del tessuto, applicata alla superficie del piano, esalta l’aspetto materico e grafico della garza di lino a trama larga. Si conferma, inoltre, la tendenza ad usare la pelle extra naturale all’anilina come rivestimento pregiato per divani e poltroncine.