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Identità visiva

Leonardo Sonnoli, nuovo graphic designer di Zanotta, svela come ha creato il nuovo logo dell’azienda: un segno che interpreta al meglio il percorso tra evoluzione del design e innovazione produttiva. E che apre a nuovi scenari e strumenti di comunicazione.

Comunicare con uno stile originale senza inseguire le mode significa per Zanotta trovare strumenti e modi adeguati all’epoca, allo stile di vita del pubblico, al processo di prodotto. Lo dimostra la nuova brand image impostata nel 2015 e presentata al 54° Salone del Mobile: un’immagine coordinata che ruota intorno al nuovo logo ideato da Leonardo Sonnoli, a cui si deve anche lo studio del catalogo con le novità della produzione e del libro “Design: 101 storie Zanotta” firmato da Beppe Finessi (Silvana Editoriale). «Il mio intervento parte in un momento di grande rinnovamento, ma nel filo della continuità», afferma Sonnoli. L’esperienza multidisciplinare del graphic designer triestino (1962) coincide con l’ampio universo visivo e culturale dell’azienda: ha lavorato per la Biennale di Venezia, il Centre Pompidou, il New York Times, è docente universitario, ha opere esposte in autorevoli musei internazionali, ha vinto un Compasso d’oro nel 2011 (www.sonnoli.it). L’azienda di Nova Milanese ha affrontato quest’anno il cambiamento, mantenendo costante la propria vocazione culturale e imprenditoriale e lo fa instaurando con i propri collaboratori di fiducia una relazione intensa e creativa. E’ accaduto nel 1958, quando l’architetto e designer Mario Scheichenbauer cominciava a lavorare con Aurelio Zanotta, progettando sedie e imbottiti, formulando il primo progetto grafico e il primo marchio per l’allora “Zanotta Poltrone”. La “zeta” lanceolata del logo è poi rielaborata nel ‘66 da Michele Provinciali, nuovo direttore artistico e in un momento cruciale per l’impresa: si apriva il primo negozio monomarca a Monza e a breve sarebbe cominciata la felice stagione di prodotti rivoluzionari come Sacco e Throw-Away. Nel ’68, con il trasferimento nel nuovo stabilimento progettato da Piero Cosulich, nasce il marchio “solo Zanotta” interpretato da Marcello Minale: una sagoma geometrica a effetto tridimensionale e disegno triangolare, con sotto il nuovo logo in corsivo minuscolo. Seguiranno le proposte grafiche di Max Huber (1986) e dell’agenzia Adart (1988, il cui logo resta adottato per diversi anni). Intanto si evolvono la grafica e l’immagine fotografica dei cataloghi di prodotto e di quelli ambientati, si confezionano video di successo e realizzano mostre memorabili, nascono monografie importanti, viene fondato il sito web e, dieci anni fa, la newsletter online Happenings. «Sia per il logo, sia per l’intera immagine di Zanotta, non solo non si può prescindere da un passato così straordinario ma anzi è proprio quel passato che indica la strada da percorrere», testimonia Leonardo Sonnoli. «L’obiettivo del re-design del logotipo era di mantenere alcune sue caratteristiche che si sono succedute negli anni, come la scritta tutta minuscola e il corsivo, cercando di rendere le forme meno legate a uno stile che possa identificare un periodo storico. Il carattere scelto per il nuovo logo, ma anche per tutta l’identità, è il New Rail disegnato da Henrik Kubel e Margaret Calvert (storica designer della segnaletica stradale inglese); è stata poi disegnata appositamente una “a” corsiva e la legatura della doppia “t”». Come spiega la “cifra” grafica del nuovo logotipo, quei “due punti” finali? «Per la sua forma corsiva, il logo non è lapidario e a segnare idealmente l’apertura, la proiezione verso il futuro dell’azienda, è seguito da un doppio punto che prelude a un seguito, un percorso, una dimostrazione. Mi piace anche pensare a un omaggio ad Aurelio Zanotta, che non mancava mai di esaltare i due punti forti della sua impresa: il profitto e la cultura».zanotta-logotipo_blog

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