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  • Incontro

Il bello rende migliori

Figura di spicco del giornalismo italiano, Daniela Hamaui nel 1996 ha inventato e diretto D di Repubblica, il settimanale di moda, lavoro, società e cultura, considerato tra i più innovativi del ventennio. Nel febbraio 2002, Hamaui lascia D per assumere la direzione dell’Espresso, prima donna in Italia a guidare una testata di tale risonanza politica, sociale e di costume, dove rimane fino al luglio 2010. Da allora è Direttore editoriale di tutti i supplementi e i settimanali di Repubblica e, dal settembre 2012, ancora direttore di D e del sito internet del settimanale (il cui allegato principale è Dcasa). Passione per il giornalismo d’inchiesta e, al contempo, grande attenzione all’immagine fotografica e iconografica sono i tratti distintivi della sua linea editoriale.

D. Quanto “pesa” l’arredamento nei contenuti ideali di un magazine che si rivolge a un pubblico come il vostro?
R. L’arredamento è una parte importante dello stile di vita di una donna che esprime una parte di sé attraverso la casa, gli oggetti, il colore delle pareti e la forma dei divani. Come per i vestiti, oggi il design identifica il tipo di persona: minimalista, barocca, funzionale, tradizionalista, moderna….Entrando in una casa e osservando l’atmosfera e il tipo di oggetti e arredi si può capire la personalità di chi la abita.
D. Le piace il design? Quali valori vorrebbe che trasmettesse al mondo?
R. Sì, il design mi piace molto. Penso che vivere in mezzo a cose belle renda le persone migliori, affini la loro sensibilità, la loro capacità di stare al mondo e di rispettare gli altri. Una musica incantevole, uno spazio incontaminato, un oggetto bello e funzionale rasserenano e stimolano la creatività delle persone.
D. Capacità progettuale, creatività, innovazione tecnologica: le imprese italiane del settore sono ancora leader mondiali. Ritiene ci sia qualche strategia per renderle più competitive, al pari per esempio dei produttori di moda?
R. Penso che l’Italia sia migliore di come la dipingiamo. E’ piena di piccoli produttori che caparbiamente continuano a produrre oggetti di grande qualità e innovazione. Il problema è il Paese, e la politica, incapaci di fare sistema e di sostenere le aziende italiane. Nessun sistema, nessuna promozione. Basta prendere l’esempio del Salone del mobile che è diventato leader del mondo “nonostante” sia in Italia.
D. Lei ha inventato una formula di magazine d’attualità che ha ancora molto successo. La casa è sempre stata una presenza puntuale e “vera” nelle vostre pagine. Quali nuove informazioni o temi le piacerebbe introdurre?
R. Introdurne di nuovi forse no, ma avere la possibilità di svilupparli meglio, questo sempre.
D. Zanotta quest’anno compie 60anni. Che augurio farebbe a un’azienda che ha contribuito così fortemente a qualificare e diffondere la cultura del design?
R. Di continuare con sempre più forza nel suo percorso, mantenendo la sua forte identità.
D. C’è un mobile Zanotta che starebbe bene a casa sua?
R. Ma tutti!

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