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  • Incontro

Pioniere del cambiamento

Elio Fiorucci è da quarant’anni una figura centrale nel mondo della moda e del lifestyle innovativo e sperimentale. I suoi sogni sulla creatività 2.0 e un’idea-design “nel cassetto”.
Raccontare la vita professionale di Elio Fiorucci vuol dire attraversare la storia dell’Italia creativa dagli anni ’60 a oggi. Inizia da giovane, seguendo l’attività paterna, a occuparsi di moda prima collaborando col padre e poi creando una sua attività dedicata alle mode provenienti dal mondo anglosassone. Nel ’67 apre il primo negozio in Galleria Passarella a Milano. Nel 1970 comincia la famosa produzione di abiti per il tempo libero con il marchio Fiorucci (distribuiti in tutta Europa, Giappone, Stati Uniti e sud America). Nascono i negozi Fiorucci a Londra e a New York (su design di Ettore Sottsass, Andrea Branzi e Franco Marabelli), che poi proliferano nel mondo. I suoi prodotti, non solo fashion ma anche oggettistica e accessori, diventano subito un fatto di costume. Dopo la grande espansione durata tre decenni, nel 1990 Elio Fiorucci cede l’attività alla giapponese Edwin International e nel 2003 crea il nuovo progetto Love Therapy, impostato su una visione gioiosa della moda. Nel 2007, la mostra in Triennale “Anni Settanta, il decennio lungo del secolo breve” dedica un’area a “Fiorucci Land” come simbolo della rivoluzione del costume anni ’70. Dal 2011 è fra i garanti del manifesto “La coscienza degli animali”, iniziativa cui Fiorucci tiene molto e che diventa una missione, oltre che uno stile di vita.

D. A cosa associa la creatività?
R. Alla curiosità e al coraggio della verità.
D. Come s’immagina una casa tra vent’anni?
R. Se fosse possibile nel verde, nella natura, elemento fondamentale dell’essere umano.
D. Cosa le piace del design?
R. La semplicità e la funzionalità. Quando non ci sono questi elementi, il design può diventare un fenomeno veramente fastidioso.
D. Ci descrive la sua abitazione più amata?
R. Un rustico di pietra in montagna, con annesso il fienile, la stalla con le caprette e le mucche libere e felici che vedi solo in Valtellina, zona da dove provengo….
D. Dal 2001 ha terminato la sua collaborazione artistica con la società giapponese che ha rilevato il marchio Fiorucci. Come prevede il futuro del brand che ancora porta il suo nome?
R. Il futuro del brand Fiorucci troverà il suo massimo splendore con il mio possibile ritorno alla direzione dell’Ufficio Stile con alcuni giovani creativi… E’ un mio grande sogno…
D. Negozio o e-commerce?
R. Negozio, perchè solo così si può respirare uno stile, un’atmosfera e usare tutti i sensi che sono stati dati all’uomo e non sono ancora stati purtroppo tradotti nel sistema dell’e-commerce.
D. Zanotta, al pari di Fiorucci, è per molti un’icona. Cosa le sarebbe piaciuto disegnare per l’azienda di Nova?
R. Zanotta è un grandissimo nome, molto legato ai materiali preziosi e ai disegni rigorosi, questi valori per l’azienda sono fondamentali. Vorrei poter stupire la loro raffinata clientela con un oggetto kitsch, che come tutti sappiamo non è cattivo gusto, ma espressione libera da ogni contesto.

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