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Zanotta: 60 anni unici e una sfida che abbraccia il futuro

I 60 anni dell’azienda che ha fatto la storia del design italiano. Le tappe salienti e i progetti attuali. Un filo rosso che lega passione, cultura, ironia.

1954: Aurelio Zanotta fonda le basi di un’azienda-icona nel design mondiale, coniugando tradizione e innovazione tecnologica su una solida base di ricerca culturale. Dopo i primi anni a Lissone, la Zanotta si trasferisce nel ’68 a Nova Milanese. Comincia una stagione di creatività intensa e spregiudicata, che ha il suo punto di svolta con la produzione di pezzi rivoluzionari: dal Throw Away di Willie Landels, alla Sacco di Gatti, Paolini e Teodoro, alla gonfiabile Blow di De Pas-D’Urbino-Lomazzi e Scolari. L’immagine è creata dall’impronta di figure come Provinciali, Mulas e Ballo. Nel frattempo nasce la lunga, feconda collaborazione con Achille e Piergiacomo Castiglioni, segnata da mobili leggendari, tra spirito ready-made, funzionalità anticonformista e invenzione (da Mezzadro e Sella ad Allunaggio, a decine di oggetti ancora in produzione). Si consolida l’ampliamento del catalogo: non più solo poltrone e divani, ma anche mobili contenitori, librerie, sedie, letti, tavoli e complementi d’arredo. Una vasta serie di prodotti cui Zanotta dà vita con intelligenti operazioni di re-design rende omaggio a grandi Maestri come Giuseppe Terragni, Carlo Mollino, Max Bill, Gabriele Mucchi, ecc. Gli anni ’70 portano una ventata di oggetti nati dalla spinta sociale e culturale per un mondo diverso: un esempio per tutti, i tavoli Quaderna di Superstudio. Nei primi anni ’80 è la volta di Zabro, marchio con cui Zanotta promuove la ricerca sperimentale e dove confluiscono la Nuova Alchimia di Mendini, gli Animali domestici di Branzi, i Progetti d’artista, sfociati in Zanotta Edizioni, elementi e oggetti d’autore a tiratura limitata. Sono anche gli anni del lavoro intenso con Enzo Mari per una grande serie a elevata qualità di esecuzione e progetto; con la sedia Tonietta arriva il terzo Compasso d’Oro, dopo Guscio e Sciangai. L’elenco dei progettisti che via via entrano a far parte del mondo Zanotta non ha eguali: Marco Zanuso, Bruno Munari, Gae Aulenti, Ettore Sottsass e decine di altri formano un catalogo che è patrimonio collettivo prima ancora che strumento di vendita e comunicazione.

2014: Un marchio di successo, con tutte le sfide e l’impegno che questo comporta. I mobili prodotti, celebrati in tutto il mondo per la loro storia e cultura, sono nei musei internazionali di arte e design e nelle più importanti collezioni pubbliche e private. Una “scuderia” di firme consolidate come Roberto Barbieri, Enzo Mari e Emaf Progetti, si uniscono professionisti del calibro di Ross Lovegrove, Louise Campbell, Todd Bracher, Alfredo Häberli, Palomba+Serafini, Damian Williamson. Alla base, la volontà di continuare a investire nella ricerca e nell’innovazione di processo-prodotto e nella creazione di nuove sinergie produttive e di mercato. S’inseriscono in questa direzione l’apertura dei negozi monomarca di Milano, New York e Miami, la creazione di una comunicazione dinamica online, la partecipazione a mostre, fiere e iniziative culturali di respiro mondiale. Una strategia d’impresa che resta ancorata ai principi delle origini: segnare il cambiamento, passo dopo passo, sulla scorta delle intuizioni acquisite. Il fulcro resta il design di qualità, quello fatto per durare, piacere e anticipare nuovi bisogni.

Il futuro: quella che si è configurata in 60anni come una delle industrie più “radicali” dell’arredamento in Italia non smette di lasciare il segno e sorprendere. Lanciando altre sfide, con discrezione e tenacia. «L’innovazione si esprime attraverso nuove qualità espressive dei materiali e delle tecnologie di produzione, non solo attraverso l’innovazione formale», aggiunge Eleonora Zanotta. «L’uso intelligente della tecnica insieme all’ironia; l’impiego di lavorazioni artigianali e manuali per la costruzione di pezzi dal concept inedito; la sperimentazione continua mai fine a se stessa; il dialogo senza preclusioni con chi progetta e inventa. Proiettarsi nel futuro, senza perdere di vista la durata, la funzionalità, il confort. Quello che abbiamo imparato, al di fuori delle logiche tradizionali di mercato, è che i prodotti possono raccontare, emozionare e divertire, anche in una società sempre più incline alle relazioni globali e virtuali. Se dovessi sintetizzare in parole chiave l’evoluzione di Zanotta, direi: sperimentazione e avanguardia, innovazione tecnologica e tipologico-formale. Una su tutte: creatività». Un aspetto fondamentale per il futuro design Zanotta resta ancorato nel Dna dell’azienda, come spiega Francesca: «L’interpretazione di tecniche e materiali provenienti da settori industriali diversi da quelli dell’arredo è cruciale. Del resto, in questo campo, siamo leader: basti ricordare l’uso della tecnica d’incollaggio dei nottolini dei deflettori delle auto per rendere solidali le gambe del tavolo Marcuso al piano di cristallo, o l’applicazione inedita nel design delle strisce in velcro per rendere sfoderabili gli imbottiti. Arrivando all’oggi: l’uso di Techno Gel, materiale brevettato da Bayer per usi medicali, per realizzare la chaise longue Soft». A questo si aggiungono nuove istanze qualitative, estetiche e di life-style, in continua evoluzione. «Il desiderio di vivere in maniera più informale. I mobili singoli e autonomi, dalla forte impronta, per comporre ambienti molto personalizzati. La richiesta di servizi, informazioni, modelli organizzativi e garanzie di qualità sempre più integrati, articolati e responsabili. Questo ci guida nella direzione giusta».